Un contenitore nel quale e dal quale animare la scrittura sull'arte contemporanea. Si potrebbe dire, citando il poeta francese Ponge, che ad attivare il progetto di questa rivista sia stato il "partito preso dell'arte attraverso la scrittura". Scriverne o riscriverne le storie senza ricorrere a una figura chiusa ma a un luogo, a dei luoghi, percorribili e ripercorribili capaci di rigenerarsi in nuovi centri. Pensare soprattutto ad una riflessione sull'arte contemporanea sgravata da eventuali tabù sulle presunte pertinenze e privilegiandone piuttosto una visione complessiva.

Per una critica d'arte olistica, dunque, che, senza escludere i dettagli, riesca a non scivolare in specialismi di maniera così perdendo o disperdendo lo sguardo d'insieme.

Con questo proposito u n c l o s e d - art & beyond/ arte e oltre intende attraversare itinerari plurali allo scopo di interrogare la cultura artistica contemporanea in molta parte delle sue molteplici declinazioni. L'attivazione dei suoi dispositivi, le rubriche nelle quali si articola, ne è l'architettura aperta, flessibile ai flussi del presente e auspicabilmente svincolata da troppo rigidi steccati d'appartenenza. In primo luogo, per potercisi orientare,  un osservatorio come laboratorio dal quale scrutare le dimensioni attuali della ricerca e della comunicazione artistica; e un sestante per esplorare situazioni territorialmente e concettualmente significative, per genere, per linguaggio, per contesti etici e politici nei quali si innestano. Un progetto critico non esclusivo ma inclusivo, nel tentativo di sensibilizzarsi alla trame ordite dalla complessità e tentare attraverso alcune direttrici di disegnare in progress il vissuto dell'arte. Per tale ragione ne sono state individuate e evidenziate alcune tra le più ricorrenti e identificanti: come action/gesture che, nello specifico, mira a cooptare alcune pratiche dell'effimero in ciò che trasmettono e nel modo con il quale l'esperienza del gesto e dell'azione performativa e coreografica si configura, per ascoltare e avvicinare la multisensorialità con noise, o per scoprire possibili mondi nelle pieghe degli stili con broderies. Infine, assicurarsi le fonti con i documenti, ricomporre e raccogliere le esperienze di rifacimento e di critica con restore, non farsi fagocitare dall'amnesia quantopiuttosto sedimentare e problematizzare il rimosso.

Questi e altri temi qui proposti per schiudere l'intercettato universo artistico e partecipare, andando oltre, a suoi più vasti orizzonti. Senza chiusure, senza anatemi, l'intento cercato è quello di aprirsi e contaminarsi fuori dalle balbuzie incontrastate di larga parte del pressapochismo contemporaneo

Patrizia Mania