Domenico Scudero ha intervistato in esclusiva l'Agente Intelligente

La seconda rivoluzione digitale improntata all'innovazione della cosiddetta AI corrisponde al rovescio della prima rivoluzione costruita sul linguaggio comune di Internet. Se sull'implementazione della rete si sproloquiava come fosse oggetto divinatorio del futuro splendente d'una democrazia finalmente compiuta, era lo spazio del nostro futuro, la seconda rivoluzione determinata dall'agglutinarsi tecnica delle memorie, chiamate AI, è stata allestita sul suo rovescio; una divinazione demoniaca nascosta negli inferi dietro i cancelli di sicurezza dei circuiti di controllo del neoliberismo selvaggio in cui i profitti sono patrimonio di singoli satrapi contemporanei e gli oneri attribuiti ad una collettività colpevolizzata. La campagna furbesca degli imagologhi al soldo dei detentori della tecnica ha forgiato l'idea d'una intelligenza meccanica che cerca di scavalcare quella umana. Le voci di chi la governa confermano questi timori, così da far ritenere che siano loro stessi gli unici a poterci salvare dall'ecatombe d'una vita meccanica in cui saremmo carne da energia dinamica a basso costo, come polli dentro le gabbie. Pubblicità regresso per il Nuovo Feudalesimo digitale che ci attende.
La seconda rivoluzione digitale improntata all'innovazione della cosiddetta AI corrisponde al rovescio della prima rivoluzione costruita sul linguaggio comune di Internet. Se sull'implementazione della rete si sproloquiava come fosse oggetto divinatorio del futuro splendente d'una democrazia finalmente compiuta, era lo spazio del nostro futuro, la seconda rivoluzione determinata dall'agglutinarsi tecnica delle memorie, chiamate AI, è stata allestita sul suo rovescio; una divinazione demoniaca nascosta negli inferi dietro i cancelli di sicurezza dei circuiti di controllo del neoliberismo selvaggio in cui i profitti sono patrimonio di singoli satrapi contemporanei e gli oneri attribuiti ad una collettività colpevolizzata. La campagna furbesca degli imagologhi al soldo dei detentori della tecnica ha forgiato l'idea d'una intelligenza meccanica che cerca di scavalcare quella umana. Le voci di chi la governa confermano questi timori, così da far ritenere che siano loro stessi gli unici a poterci salvare dall'ecatombe d'una vita meccanica in cui saremmo carne da energia dinamica a basso costo, come polli dentro le gabbie. Pubblicità regresso per il Nuovo Feudalesimo digitale che ci attende.
Immerso nel tedio sconfortante delle news che rincorrono il peggio dell'umano esercizio e convinto come sono della pervicace idiozia dell'agente AI, concentrato inerte di memoria, ho chiesto a Egli una risposta al quesito che ci interessa: che cos'è l'arte? La sua perspicacia offre notevoli intuizioni a chi le voglia percepire*.
DS - Che cos'è l'arte?
AI - L'arte è un'espressione dell'ingegno umano che utilizza forme, suoni, parole, colori o movimenti per comunicare emozioni, idee, visioni del mondo o valori estetici. Non esiste una singola definizione universale, poiché il concetto di arte si è evoluto costantemente nel corso della storia e varia profondamente da una cultura all'altra.
- Le principali dimensioni dell'arte sono espressive, linguistiche, tecniche e culturali. L'espressione è un canale attraverso cui l'artista manifesta la propria interiorità, elabora stati d'animo o suscita risonanze emotive e riflessioni in chi la osserva. Linguaggio e comunicazione in arte funzionano come un sistema simbolico trasversale capace di superare le barriere linguistiche e temporali, consentendo un dialogo tra epoche e sensibilità diverse. Con la tecnica e la maestria (Téchne), originariamente, nel mondo classico, si indicava l'abilità manuale, la perizia tecnica e il sapere pratico applicati a una creazione. La riflessione culturale e sociale rispecchia i valori, le tensioni, i miti e le trasformazioni sociali dell'epoca in cui l'arte viene prodotta.
DS - Che relazione c'è fra arte e suo tempo?
- AI - Nell'Antichità e Medioevo l'arte era principalmente intesa come imitazione della natura (mimesi) o legata all'artigianato e alla funzione religiosa/didattica. Nel Rinascimento si consolida la figura dell'artista come intellettuale e nasce l'idea delle "Belle Arti" fondate sull'armonia, la prospettiva e la bellezza formale. In Età Moderna e Contemporanea, dalle avanguardie del Novecento in poi, l'arte ha superato il vincolo della bellezza o dell'abilità tecnica. Con l'arte concettuale, performativa e digitale, l'attenzione si è spostata dall'oggetto estetico all'idea, al contesto e al processo creativo.
DS- Ma a cosa serve l'arte?
AI - In ultima analisi, l'arte è una risposta al bisogno umano di dare significato all'esperienza e di interpretare la realtà oltre il suo aspetto meramente funzionale.
DS - Quindi l'arte è espressione di un'esperienza?
AI - Nel contesto dell'arte, il termine espressione indica l'atto e il processo con cui un individuo esterna, manifesta e rende visibile o udibile ciò che ha dentro di sé: stati d'animo, sentimenti, idee, visioni del mondo o concetti astratti. Più in generale, il termine assume significati specifici a seconda del campo Linguistico e Semiotico. Arte può essere una sequenza di parole o segni che veicolano un significato preciso o un modo di dire (es. "un'espressione figurata"). In ambito Fisiognomico e Corporeo è la manifestazione di un'emozione attraverso il volto o il corpo (es. "un'espressione di sorpresa").
DS - Nello specifico del sistema artistico cos'è l'espressione?
AI - Nel campo Artistico e Filosofico l'espressione è la traduzione formale (in pittura, musica, scultura, ecc.) del mondo interiore dell'autore, ponendo l'accento sulla soggettività rispetto alla semplice imitazione della realtà. Il termine emozione (dal latino emoveri, ossia "muovere da", "portare fuori") indica una reazione psicofisiologica breve e intensa, innescata da uno stimolo esterno o interno (un pensiero, un ricordo, un evento), che induce cambiamenti a livello corporeo, cognitivo e comportamentale. A differenza del sentimento (più duraturo e consapevole) o dell'umore (uno stato di fondo meno intenzionale), l'emozione si manifesta come una risposta immediata e adattiva dell'organismo.
- DS - Potresti spiegarmi cosa intendi con emozione?
- AI - Le tre componenti di un'emozione. A -Fisiologica, modificazioni corporee involontarie attivate dal sistema nervoso (es. accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, variazione della respirazione). B - Cognitiva, l'interpretazione, la valutazione e la presa di coscienza dello stimolo che ha generato la risposta. C - Comportamentale ed Espressiva, la manifestazione esterna, che include la mimica facciale, la postura, il tono della voce e le azioni d'impulso (es. fuggire, sorridere, piangere). In ambito Artistico l'emozione rappresenta la materia prima della creazione e della fruizione; è la scintilla che muove l'artista a creare e la risonanza soggettiva che l'opera suscita nell'osservatore. In filosofia, storicamente analizzata come "passione" o impulso dell'anima, l'emozione è contrapposta o integrata rispetto alla ragione pura.
DS - Hai anche detto che l'arte è un linguaggio.
AI - L'arte intesa come linguaggio è la capacità dell'opera d'arte di strutturarsi come un sistema di segni capace di veicolare messaggi, significati e visioni del mondo, stabilendo un processo di comunicazione tra l'artista (emittente) e il fruitore (ricevente).
A differenza dei linguaggi verbali, che si basano su regole grammaticali rigide e convenzioni condivise, il linguaggio artistico opera principalmente attraverso la metafora, il simbolo e l'ambiguità semantica, lasciando ampio spazio all'interpretazione.
- Gli elementi principali della comunicazione artistica sono il codice, il messaggio e il contesto. Ogni disciplina artistica utilizza elementi primari specifici come proprio "alfabeto", il codice. Nella pittura sono la linea, il colore, la luce e la composizione; nella musica sono il ritmo, il timbro e l'armonia; nell'architettura sono il volume e lo spazio. Il Messaggio non è quasi mai una semplice informazione letterale, ma un insieme stratificato di emozioni, concetti filosofici, critiche sociali o intuizioni spirituali. Il contesto implica l'epoca storica, la cultura e il luogo in cui l'opera viene creata e fruita, elementi che condizionano la decodifica del suo significato.
- L'arte è quindi un linguaggio codificato aperto, polisemico, transculturale. Un'opera d'arte non ha un unico significato "corretto". Il testo artistico si completa nell'atto della lettura o dell'osservazione da parte del pubblico. Pur essendo radicato in contesti specifici, il linguaggio visivo o musicale può superare le barriere linguistiche nazionali, facendo leva su archetipi visivi o sollecitazioni percettive universali.
DS - Quale valore attribuisci alla tecnica?
AI - La tecnica nell'arte rappresenta l'insieme delle regole, delle procedure pratiche, degli strumenti e dei materiali che l'artista impiega per trasformare un'idea o un'emozione in un'opera concreta.
Dal punto di vista etimologico, il termine deriva dal greco téchne (τέχνη), che nel mondo antico indicava indistintamente l'arte, il mestiere artigianale e la perizia manuale. Nel corso dei secoli, il rapporto tra la padronanza tecnica e il valore concettuale dell'opera si è trasformato radicalmente. Per secoli l'arte è stata considerata anzitutto un mestiere d'eccellenza. L'apprendimento avveniva nelle botteghe attraverso anni di praticantato: si imparava a preparare i pigmenti, a dominare la prospettiva, il chiaroscuro, la fusione del bronzo o il taglio del marmo. La virtuositá tecnica era il criterio primario di valutazione dell'artista. Le Accademie stabiliscono regole rigide su come si disegna e si dipinge. La rottura arriva con l'Impressionismo e le prime avanguardie, che rifiutano il "ben dipinto" (sic) accademico per privilegiare l'impatto visivo, la luce e la percezione immediata. Con il Ready-made di Marcel Duchamp e l'Arte Concettuale, l'abilità manuale smette di essere indispensabile. L'artista non è più necessariamente colui che "sa fare" l'oggetto, ma colui che ne concepisce il senso. La tecnica si estende a nuovi media: fotografia, video, installazioni, performance e arte digitale.
Senza tecnica, l'idea rischia di rimanere inespressa o di essere eseguita male; senza idea, la sola tecnica scade in puro virtuosismo o esercizio stilistico privo di anima. Spesso sono proprio le innovazioni tecniche a generare nuove correnti artistiche. Ad esempio, l'invenzione dei tubetti di colore metallici a metà Ottocento ha permesso agli Impressionisti di uscire dagli atelier e dipingere en plein air.
DS - Che relazione ha l'arte con il sociale?
AI - L'arte come riflessione culturale e sociale è la funzione dell'opera d'arte di agire come uno specchio, un documento o un agente critico rispetto al contesto storico, politico, economico e valoriale in cui nasce.
In questo ruolo, l'artista non è un osservatore isolato, ma un interprete che intercetta i mutamenti della propria epoca, dandone una rappresentazione formale o mettendo in discussione lo status quo. L'arte registra le credenze, le gerarchie di potere, i costumi e le ansie di una determinata società. Attraverso le opere del passato possiamo ricostruire la visione del mondo (Weltanschauung) delle civiltà che ci hanno preceduto. L'opera diventa uno strumento di resistenza, di svelamento delle ingiustizie o di contestazione verso regimi, guerre e disuguaglianze. L'arte contemporanea spesso cerca un coinvolgimento diretto del pubblico per stimolare il dibattito pubblico, promuovere il cambiamento sociale o riqualificare spazi urbani.
- Esempi storici del rapporto tra arte e società. Dall'architettura dell'Impero Romano ai ritratti monarchici dell'Età Moderna, fino al Realismo Socialista del Novecento, l'arte è stata spesso commissionata dalle élite per legittimare l'autorità, celebrare la forza dello Stato o diffondere un'ideologia di massa.
DS - Ti chiedo una bibliografia internazionale per farmi capire cos'è l'arte.
AI - Ecco una selezione bibliografica di riferimento a livello internazionale, strutturata per ambiti di indagine (filosofia ed estetica, storia e teoria dell'arte, sociologia e critica contemporanea). Si tratta di opere fondamentali che hanno definito e ridefinito il concetto di "arte" nel corso del Novecento e nel dibattito attuale.
Arthur C. Danto, Transfiguration of the Commonplace: A Philosophy of Art (1981)
Nelson Goodman, Languages of Art: An Approach to a Theory of Symbols (1968)
John Dewey, Art as Experience (1934)
Theodor W. Adorno, Ästhetische Theorie (1970)
Ernst H. Gombrich, The Story of Art (1950, con numerose edizioni aggiornate)
Erwin Panofsky, Meaning in the Visual Arts (1955)
Walter Benjamin, Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit (1935/1936)
Pierre Bourdieu, L'Amour de l'art: Les musées d'art européens et leur public (1966) / La Distinction (1979)
Cynthia Freeland, But Is It Art?: An Introduction to Art Theory (2001, Oxford University Press)
Nathalie Heinich, Le Mirage de l'art contemporain (2014) / Ce que l'art fait à la sociologie (1998)
[N. Heinich non ha mai scritto Le mirage ..., che è invece un testo di Christine Sourgins e non è stato pubblicato nel 2014. AI probabilmente si riferisce al testo Le paradigme de l'art contemporain che è del 2014 (ndr)]
*Il testo dell'intervista e la bibliografia sono riportati così come rilasciati da AI ad eccezione di spaziature e corsivi.
Ottobre 2026